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Raccolta abiti usati: sarà Humana a gestire la filiera

L'organizzazione però dovrà pagare Hera. E la solidarietà?

Lascia un commento | Tempo di lettura 250 secondi Modena - 07 Nov 2018 - 10:13

Torniamo a parlare di abiti usati per fare un po’ di chiarezza. Hera sta infatti sostituendo progressivamente i vecchi contenitori – fino ad ora gestiti da Humana e da Il Mantello, cooperativa sociale di Carpi- con 600 nuovi cassonetti di colore grigio scuro, marchiati, appunto, Hera e dotati –ma sono già diversi le manomissioni- di un sistema anti-intrusione, per sopperire ai problemi che ci sono stati con i cassonetti di vecchia generazione. Non si leggerà più, insomma, il nome di associazioni benefiche quando si andranno a conferire gli abiti, ma quello di Hera. In realtà, però, come ci ha confermato Stefania Tiozzo, Responsabile Comunicazione di HUMANA Paople to People Italia, intervistata da Chiara Tassi, cambia la forma, ma la sostanza verrà modificata solo in parte: “Hera –puntualizza la Tiozzo- ha deciso di cercare un operatore unico per la gestione del servizio e Humana ha vinto il bando. Saremo noi, quindi, su tutta la provincia di Modena, ad occuparci dello svuotamento dei contenitori, del trasporto e dell’avvio al recupero dei vestiti stessi”. Si leggerà Hera, insomma, ma la gestione sarà affidata ancora una volta a Humana, che si occuperà così di tutti i 610 cassonetti presenti in provincia di Modena. Un compromesso, quello del non comparire più come “logo” sui cassonetti, che l’organizzazione ha evidentemente dovuto accettare per mantenere comunque il servizio sul territorio. Ma non solo: Humana infatti dovrà pagare ad Hera un forfait in denaro proprio per occuparsi del servizio, secondo una gara bandita dalla multiutility al massimo rialzo. Una sorta di asta a chi offre –a Hera e ai Comuni- di più, che difficilmente si concilia con il concetto di solidarietà. “Questa modalità ha comportato per noi –spiega la Tiozzo- un impegno economico maggiore e, di conseguenza, una riduzione del denaro da poter impiegare sui progetti. Essendo però già presenti sul territorio di Modena, abbiamo partecipato cercando di fare un ragionamento conservativo: Humana si è presentata con un’offerta in grado di vincere per preservare i posti di lavoro, ma anche di continuare a portare avanti i progetti nel Sud del Mondo, avendo infine anche un po’ di impatto territoriale”. Il forfait che Humana pagherà ad Hera infatti (forfait che né la multiutility né Humana hanno voluto rivelare a quanto ammonta), la stessa Hera lo girerà poi ai Comuni del territorio per sostenere progetti locali, diversi da amministrazione ad amministrazione. Quindi: impatto sociale, almeno sulla carta, mantenuto, anche se la gara al massimo rialzo è innegabile che penalizzi l’intero sistema.

Ma c’è dell’altro: al momento nessuno –nemmeno Humana- sa come le singole amministrazioni abbiano intenzione di impegnare questi soldi. Hera, interpellata sul tema, ci ha solo informato che ciascun Comune avrà la massima libertà nell’utilizzo dei fondi. Null’altro. Nessuna rassicurazione, ad esempio, sul fatto che questo denaro verrà impiegato, come invece accadeva prima non solo con Humana, ma anche con la coop sociale Il Mantello, per fini sociali. “Quello che al momento sappiamo – conclude la Tiozzo- è che Hera distribuirà a ciascun Comune una quota e questo potrà poi decidere se utilizzarlo nel proprio PEF, quindi per spese legate alla gestione del territorio, o se sostenere azioni di solidarietà, sempre all’interno del proprio territorio comunale”. Hera dovrebbe poi inviare ad Humana un documento periodico che rendiconti come i Comuni utilizzino il denaro pagato alla multiutility dall’organizzazione: “Al momento però –specifica la Tiozzo- essendo agli inizi, ancora non abbiamo informazioni”.

Secondo uno studio commissionato nel 2016 proprio da Humana le persone donano gli abiti perché pensano -e sperano- che questi possano essere utili a qualcun altro: speriamo che il veder capeggiare sui cassonetti la scritta Hera anziché quella di Humana o de Il Mantello, non induca i cittadini a pensare che i nuovi contenitori grigi siano semplici cassonetti per una uteriore raccolta differenziata dei rifiuti, questa volta rivolta agli abiti smessi.


Vuoi saperne di più sulla filiera di Humana? Ecco il link al Bilancio diSostenibilità 2017 con tutti i dettagli http://raccoltavestiti.humanaitalia.org/news/bilancio-di-sostenibilita-2017/

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