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In aumento la violenza sulle donne a Modena

Lascia un commento | Tempo di lettura 135 secondi Modena - 03 Sep 2019 - 09:22

Si moltiplicano gli interventi delle forze dell’ordine nelle case modenesi e reggiane per sedare liti in famiglia che a volte sfociano in violenza. Sono state 423 le donne che lo scorso anno si sono rivolte al Centro antiviolenza di Modena, quasi raddoppiate le vittime accolte nelle case rifugio, con i loro bambini per sottrarle alle violenze di mariti o compagni: nel 2017 furono sei e vi trovarono accoglienza insieme ai loro nove bambini; nel 2018 sono state ospitate 11 donne con i loro 14 bambini.

Noi le accogliamo e soprattutto crediamo a quello che raccontano – ci spiega Rosanna Bartolini, responsabile del centro antiviolenza di Modenaquesto non è banale perché continuiamo a vedere situazione in cui le donne non vengono credute, o non viene creduta la gravità che loro portano della situazione. Basti vedere al fatto che moltissimi femminicidi avvengono in situazioni dove le donne avevano già sporto denuncia.

Che tipo di donne si rivolgono al Centro?

Come ho già spiegato in tutte le salse la maggior parte sono italiane, da noi vengono professioniste o donne senza lavoro. Le straniere rappresentato solo il 20, 30%. Non esiste un archetipo della donna che subisce violenza perché la violenza non ha colore o classe sociale e può colpire donne veramente di ogni tipo.

Nei casi più gravi disponete di appartamenti rifugio…

Sì, abbiamo due appartamenti che il Comune ci dà in gestione e abbiamo la possibilità di ospitare donne con i loro bambini nelle situazioni di emergenza che noi speriamo sempre siano poche perché una donna che va in una casa rifugio è una donna che scompare. Non si può uscire e si vive nascoste.

L’introduzione del “Codice Rosso” dovrebbe garantire alle donne che denunciano una via preferenziale e veloce in ambito giudiziario, questo significa anche maggiore tutela?

L’applicazione del Codice Rosso non significa che una donna che subisce violenza chiama la polizia o i carabinieri e questi arrivano. Il codice rosso prevede che entro tre giorni dalla denuncia la donna venga sentita dal magistrato. Noi siamo molto critiche su questa legge perché non stanzia risorse per la formazione delle forze dell’ordine e dei magistrati. Se non stanzi delle risorse come puoi pretendere che le procure, che sono già intasate, ascoltino le donne?

 

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