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Modena Cronaca Azienda Ospedaliera di Modena: primato europeo nella resezione robotica del fegato

Azienda Ospedaliera di Modena: primato europeo nella resezione robotica del fegato

Per la prima volta una tecnica innovativa di epatectomia in due tempi con approccio totalmente robotico

Lascia un commento | Tempo di lettura 277 secondi Modena - 06 Sep 2019 - 07:58

Una nuova tecnica chirurgica robotica è stata applicata con successo all’Ospedale Civile di Baggiovara dall’equipe del prof. Fabrizio Di Benedetto, direttore della Chirurgia Epato-Bilio-Pancreatica e dei Trapianti di Fegato dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, col supporto anestesiologico dell’equipe di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Civile, diretta dalla dottoressa Elisabetta Bertellini e del personale del Blocco Operatorio dell’AOU di Modena, Policlinico e Baggiovara. Si tratta del primo caso riportato in Europa di una complessa tecnica di epatectomia in due tempi chiamata ALPPS

Il paziente, un 38enne, è stato dimesso in ottime condizioni generali tre giorni dopo il secondo intervento, come ha spiegato ai nostri microfoni lo stesso Prof. Di Benedetto

Noi abbiamo operato un paziente molto giovane che si è presentato alla nostra osservazione per un tumore del fegato non operabile, molto grande, alla parte destra e le immagini Tac hanno evidenziato come il paziente non fosse operabile.  Avendo una malattia epatica virale, non riusciva a tollerare una resezione epatica importante. Perciò abbiamo avuto la possibilità di eseguire un intervento, utilizzando la cosiddetta ALPPS, una complessa tecnica di epatectomia in due tempi, cioè svolta tramite due interventi chirurgici, che viene adottata quando il paziente necessita di una resezione epatica maggiore ma non ha un volume residuo di fegato sufficiente per far fronte alle necessità dell'organismo. La tecnica prevede che nel primo intervento venga sezionato il parenchima epatico che si desidera rimuovere e legato il ramo portale ad esso afferente, così da indurre una ipertrofia compensatoria dell'emifegato che invece dovrà rimanere. Passati 8 giorni il nostro paziente ha avuto un incremento di quasi il 100% del volume residuo, pertanto abbiamo potuto completare l'intervento con il secondo tempo, ovvero l'asportazione definitiva dell'emifegato interessato dalla malattia”.

L’ALPSS non è di per sé una tecnica nuova e viene già applicata con tecnica “open” in casi sia di tumori primitivi del fegato sia di quadri di diffusa presenza di metastasi epatiche. Stando però a quanto riportato fino ad oggi nella letteratura scientifica internazionale si tratta del primo caso con queste caratteristiche approcciato con tecnica robotica. “La novità rappresentata dal nostro caso – precisa il prof. Di Benedetto - è data dalla tecnica completamente robotica utilizzata per entrambi gli interventi e dall’indicazione, ovvero la presenza di un epatocarcinoma, un tumore primitivo del fegato aggravato da trombosi portale. Il caso clinico è stato studiato nei minimi dettagli grazie anche ad una ricostruzione tridimensionale dell’immagine TC per lo studio delle caratteristiche anatomiche e vascolari del fegato, in modo da incrementare la sicurezza della procedura. Questo approccio ha permesso di ridurre le complicanze e garantire una rapida ripresa al paziente.

“Questi successi rappresentano l’eccellenza che desideriamo valorizzare con la creazione della Scuola di Chirurgia dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Sarà uno stimolo per i nostri giovani, e la dimostrazione che nel nostro Paese è possibile investire concretamente sullo sviluppo e sull’innovazione” – ha commentato il prof. Giovanni Pellacani, Presidente della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

“Si tratta della prima volta che viene eseguita una ALPPS completamente robotica per epatocarcinoma, un importante traguardo nelle cure oncologiche che testimonia la qualità e la crescita della ricerca presso il nostro Ateneo. Per realizzare questo successo è stato fondamentale il contributo di tutto lo staff del reparto che dirigo, un gruppo giovane e altamente motivato esperto nella chirurgia del fegato e dei trapianti. Fondamentale inoltre l’ambiente costruito dalla Direzione Ospedaliera, che tramite l’unione delle Aziende Policlinico e Baggiovara ha saputo valorizzare il lavoro dei professionisti ottimizzando le risorse” – ha infine concluso il prof. Di Benedetto.

I due interventi si sono svolti entrambi all’Ospedale Civile di Baggiovara, dove è presente il Robot Da Vinci. Sono durati circa sei ore. In sala erano presenti insieme al prof. Di Benedetto il dott. Paolo Magistri ed il dott. Giacomo Assirati.

Il 60% delle resezioni epatiche oggi in azienda ospedaliera Policlinico Baggiovara di Modena, è effettuato tramite tecnologia robotica che produce più benefici. Il primo ovviamente sul paziente che subiscono meno dolore, godono di una convalescenza più rapida perché può riprendere la sua attività quotidiana in maniera molto più veloce. Ma anche il sistema sanitario va a beneficiarne perché anche i costi di degenza sono inferiori considerando il fatto che i tempi di ricovero sono abbattuti”

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