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Reggio Emilia Cronaca Le torri di Via Paradisi come l'R-Nord

Le torri di Via Paradisi come l'R-Nord

Il Comune di Reggio vuole investire 17 milioni per comprare 60 appartamenti in zona stazione. Ricorda il progetto di riqualificazione della zona di via Attiraglio a Modena

Lascia un commento | Tempo di lettura 346 secondi Reggio Emilia - 18 Feb 2020 - 12:52

Dopo il Comune di Modena con l’R Nord e quello di Carpi che ha presentato la scorsa settimana il progetto sul cosiddetto Biscione, il palazzo di via Unione Sovietica da anni al centro del degrado, anche il Comune di Reggio Emilia decide di intervenire su una delle zone più difficili della città: l’impegno dell’amministrazione è quello di acquisire i 60 appartamenti privati delle torri di via Paradisi –in zona stazione- riqualificarli e poi rimetterli a disposizione di studenti, lavoratori e famiglie. Ma non solo, il progetto prevede anche la riqualificazione del verde pubblico della zona, dell’area sportiva e del parcheggio di via Turri.
La spesa complessiva sarà di 17 milioni di euro, di cui poco meno di 9 saranno messi dal Comune, altri 2 e mezzo da altri enti tra cui Acer ed i restanti –si augura l’amministrazione- dalla Regione.
Chiara Tassi ha parlato del progetto con l’assessore alla casa del Comune di Reggio Lanfranco De Franco:

Il bando regionale però, assessore, ancora non è stato vinto: ci augurammo di no, ma se la vittoria non arrivasse che cosa accadrà al progetto?

“Abbiamo già preso un impegno pubblico, quindi nel caso non dovessimo risultare tra i quattro soggetti vincitori ci impegniamo comunque a reperire i fondi necessari. Chiaramente questo richiederà più tempo rispetto al caso in cui, invece, riuscissimo a vincere il bando”.  

Cuore del progetto sarà l’acquisizione delle circa 60 abitazioni ancora private situate nelle torri (10 appartamenti sono già comunali): che cosa diventeranno?

Vogliamo acquisire quei 60 appartamenti per permetterci una ristrutturazione radicale dell’immobile. Creeremo 58 nuovi appartamenti suddivisi tra edilizia pubblica, sociale e alloggi ad alta rotazione per studenti e lavoratori. Accanto a questo però il progetto prevede anche un’importante rilettura degli spazi pubblici nelle adiacenze dell’immobile con interventi su viabilità, parcheggi, aree gioco all’aperto, la costruzione di una ludoteca e la creazione di corridoi oggi sono inutilizzati e che potranno essere usati, ad esempio, per progetti artistici temporanei.

Per le acquisizioni, però, per cui si spenderanno 14milioni di euro. Numeri alla mano significa circa 233mila euro ad appartamento: una cifra notevole se si considera il contesto, o sbaglio?

Intanto il conto non è del tutto coretto: i 14 milioni di euro di intervento prettamente edile non riguardano solo i 60 appartamenti ma anche tutti quei piani che prevediamo riservati ad associazioni, volontariato e per una fruizione condivisa da chi abiterà nel palazzo ma anche dal resto della città. E’ chiaro quindi che il costo al metro quadro per singolo appartamento è inferiore.
Va considerato poi anche che in quella cifra non rientra solo il costo dell’acquisizione, ma anche quello della ristrutturazione degli appartamenti, con una miglioria importante della classe energetica, l’abbattimento di barriere architettoniche e un cambiamento importante anche dal punto di vista dell’estetica dell’immobile.

Chi al momento vive all’interno di questi appartamenti dove andrà ad abitare?

All’interno dei 17 milioni di euro sono previsti 3,5 milioni per questa parte del progetto. Abbiamo già individuato una serie di alloggi di proprietà pubblica in giro per la città che andremo a proporre come soluzione in permuta per chi oggi ha una proprietà all’interno del palazzo. Qualora non fosse possibile la permuta, questi alloggi che abbiamo individuato andranno ad alienazione per permetterci le risorse per procedere agli acquisti. Chi invece oggi è in locazione verrà gestito tramite Acer con una proposta alternativa sempre di locazione.
L’idea è comunque quella di gestire ciascun caso come singolo cercando di fornire a tutti i cittadini una situazione congrua alle proprie esigenze. Quindi proposte differenziate a seconda del tipo di bisogno e di situazione.

Contatti con le proprietà sono già stati presi?

Informalmente conosciamo già alcuni dei proprietari presenti, ma contatti ufficiali li inizieremo a tenere da quando avremo la conferma del finanziamento da parte della Regione. O, se così non dovesse essere, da quando troveremo risorse nostre per poter procedere.

Quindi per iniziare fattivamente il progetto si attenderà di sapere se è stato vinto il bando regionale e non già con i soldi messi a disposizione dagli altri enti?

Aspettiamo il bando regionale anche perché il progetto presentato è conforme ad alcune richieste presenti nella manifestazione d’interesse proposta dalla Regione. Quindi qualora non dovessimo accedere al finanziamento regionale potremmo anche scegliere di modificare il progetto in alcune sue parti.

A Modena l’amministrazione comunale sta, negli anni e con milioni di euro ormai spesi, cercando di fare all’R-Nord, quello che una volta veniva chiamato Palazzo eroina, quello che voi vorreste fare qui. A Modena però, accanto all’estetica del palazzo, che è stata completamente rinnovata, la situazione degrado fatica ad essere risolta. Avete studiato il caso per capire gli errori, eventualmente, da evitare?

Di casi simili attuati in regione ce ne sono tanti, alcuni con esiti positivi, altri più complessi. Noi stessi abbiamo gestito, 10 anni fa, la riqualificazione complessiva del Compagnoni che ha riguardato circa 700 famiglie e un investimento di circa 40 miliardi di euro. Sappiamo bene, quindi, quali sono le difficoltà che si incontrano con procedure del genere e non le sottovalutiamo. Ma se vogliamo procedere con un reale intervento di miglioramento del patrimonio edilizio presente, non possiamo farlo avendo un patrimonio così frazionato come quello presente nel palazzo in questo momento. Quindi, consapevoli delle difficoltà, crediamo che sia l’unica azione possibile per cambiare radicalmente volto alla zona. Quello che speriamo è di dare un segnale forte di cambiamento che poi induca i privati ad investire risorse proprie in altre parti del quartiere.

A Modena la situazione dell’R-nord è purtroppo, nonostante i milioni di euro spesi dagli enti locali, sotto gli occhi di tutti. Speriamo che il progetto di Reggio porti a risultati differenti. Quel che è certo è, per ora, solo l’investimento milionario.

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