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Regionale Cronaca I commercianti cercano di destreggiarsi tra ordinanze locali e nazionali: abbiamo cercato di fare un po' di chiarezza

I commercianti cercano di destreggiarsi tra ordinanze locali e nazionali: abbiamo cercato di fare un po' di chiarezza

Intervista a Lazzaro Fontana, coordinatore Area docenza "Tutela del consumatore e della Libertà di Impresa" della Scuola Interregionale di Polizia Locale

Lascia un commento | Tempo di lettura 283 secondi Regionale - 17 Nov 2020 - 12:08

Da un lato l’ordinanza regionale firmata la scorsa settimana da Bonaccini e quella del governo che ci ha collocato in zona arancione, dall’altro i negozi che, con modifiche quasi quotidiane alle norme, faticano a capire come comportarsi. Su tutti i negozi all’interno delle gallerie dei centri commerciali –parrucchieri, barbieri, calzolai. Fino ad ora si è proceduto “a macchia di leopardo” sperando di non incappare in sanzioni.

Chiara Tassi ha cercato di fare un po’ di chiarezza con Lazzaro Fontana*, coordinatore dell'Area di docenza "Tutela del consumatore e della Libertà di Impresa" della Scuola Interregionale di Polizia Locale, che ha sede a Modena

Centri commerciali: sappiamo che nel fine settimana le gallerie sono chiuse se non per farmacie, parafarmacie, tabaccherie, edicole e l’area alimentare. Ma ad esempio, un parrucchiere, un calzolaio, che ha il proprio negozio in galleria, può tenere aperto nel weekend?

Queste attività che lei ha chiamato gergalmente “negozi” dal punto di vista formale sono attività artigianali, non esercizi di commercio, quindi la parrucchiera, il barbiere, la lavanderia, il calzolaio, chi duplica le chiavi –attività iscritte anche dal punto di vista previdenziale e fiscale come “artigiani”- salvo diverse indicazioni ministeriali, che al momento non sono giunte, per la Regione Emilia Romagna sono attività che all’interno dei centri commerciali possono rimanere aperte, proprio perché non sono attività commerciali. Ovviamente devono esercitare la propria attività nel rispetto delle norme anticovid.

Quindi sostanzialmente chi dà un servizio può tenere aperto anche nei centri commerciali il sabato e la domenica, se invece si tratta di un negozio in cui si vende qualcosa, si deve tenere chiuso. Corretto?

Esatto.

Spostiamoci nei negozi “sulla strada”: domenica tutti chiusi (sempre ad eccezione di farmacie, parafarmacie, edicole, tabaccherie e negozi alimentari). Il sabato invece la discriminante chiuso/aperto dipende esclusivamente dalla metratura del negozio?

Si, in Emilia Romagna le attività commerciali possono tenere aperto dal lunedì al sabato nella misura in cui si tratta dei cosiddetti esercizi di vicinato cioè, per i comuni sotto i 10mila abitanti meno di 150 metri quadrati di superficie di vendita, per i comuni al di sopra dei 10mila abitanti possono invece rimanere aperti i negozi al di sotto dei 250 metri quadri. Ovviamente indipendentemente dal prodotto che vendono.
La domenica invece tutti chiusi esclusi alimentari, farmacie, parafarmacie, tabaccai ed edicole.

Nei negozi può accedere però solo una persona per nucleo familiare?

No, il vincolo esiste solamente nei negozi di tipo alimentare. Nella altre attività vanno rispettate tutte le regole covid ma si può accedere anche più di uno per famiglia.

Mercati si o no?

I mercati si possono fare dal lunedì al sabato nella misura in cui i singoli comuni sede di mercato prevedono piani covid compatibili, quindi perimetrazione del mercato –con transennatura o cordellatura, ad esempio- uno o più varchi di accesso assolutamente separati dal varco, o dai varchi, di uscita. Inoltre le entrate devono essere presidiate da personale che blocca gli accessi se all’interno dell’area mercatale viene superato il limite di persone consentito. I controlli sono previsti poi anche all’interno dei mercati stessi per verificare il mantenimento della distanza sociale.
Alla domenica invece i mercati sono tutti vietati salvo che per i banchi che vendono prodotti alimentari.
Al di là poi dei mercati settimanali ci sono altri mercati – come ad esempio quelli degli hobbisti- che sono sempre vietati in Emilia Romagna, così come le fiere, tutti i giorni della settimana fino alla scadenza dell’ordinanza regionale.

Ultima domanda: autocertificazione. Quando è necessaria? E’ obbligatorio averla con se o può essere consegnata da chi ci controlla?

Una persona che viene fermata da una forza di polizia non è obbligata ad avere nulla al seguito, ma sarà l’organo di polizia che ci ferma che deve essere dotato del documento e deve consegnarcelo. Suggeriamo comunque di averla al seguito perché se l’autocertificazione è in parte già precompilata i controlli risultano più veloci. Però attenzione: l’autocertificazione deve essere compilata ma mai deve essere inserito, prima del controllo, luogo, data, ora e firma del controllato. L’autocertificazione va firmata, datata, messa ora e luogo nel momento in cui si viene fermati, mai prima.
Infine, quando è necessaria: in Emilia Romagna, zona arancione, dalle 5 del mattino alle 22 se si gira all’interno del proprio Comune non è mai necessaria l’autocertificazione, necessaria invece anche se si gira nel proprio Comune di residenza o di dimora dalle 22 alle 5 del mattino. Se invece si esce dal proprio Comune l’autocertificazione è necessaria sempre.

+Lazzaro Fontana è anche Comandante del Corpo di Polizia Locale Unione Colline Matildiche e componente ufficio staff della Presidenza Nazionale ANVU

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